Ornella De Bellis

Anche lavoratori dipendenti cattivi pagatori (segnalati in Centrale Rischi) e protestati (segnalati nel Registro Informatico dei Protesti - RIP) possono chiedere ed ottenere un prestito nella forma di cessione del quinto (la rata, pari al 20% dello stipendio netto è versata al creditore direttamente dal datore di lavoro).

Il capitale erogato a fronte di cessione del quinto è garantito dal Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e serve al rimborso del prestito in caso di licenziamento, dimissioni volontarie o pensionamento. Maggiore è il TFR accantonato, maggiore sarà l'importo che è possibile ottenere. Per questo motivo, quando si ha una cessione del quinto in corso, il TFR resta vincolato per tutta la durata del contratto di cessione: l'azienda ha l'obbligo di non versare anticipi sul tfr al dipendente qualora ne faccia richiesta (a meno che il TFR accantonato non superi il debito da cessione residuo).

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