Loredana Pavolini

Pagare acconti mensili con importi variabili a seconda della disponibilità economica del debitore non è una procedura regolare in quanto nessuna norma prevede questa modalità di pagamento: è solo un escamotage partorito dalle fervide e fantasiose menti dei dirigenti Equitalia per fidelizzare il debitore che non è in grado di sostenere un normale piano di rateazione. Gli acconti (anche se con ricevuta) non rientrano nella contabilità ufficiale di Equitalia.

In pratica Equitalia mette da parte le anticipazioni come potrebbe fare il debitore stesso (insomma, Equitalia svolge il ruolo di semplice salvadanaio per il debitore). Alla fine, per saldare quanto dovuto, il debitore dovrà comunque aver accantonato l'importo iscritto a ruolo e gli interessi passivi (tutti) calcolati da quando ha iniziato a versare le anticipazioni fino all'ultimo acconto. Naturalmente, Equitalia non terrà conto degli interessi attivi maturati nel periodo di accantonamento.

Si tratta, cioè, di una contabilità parallela in cui il debitore è considerato un soggetto a cui è meglio prendere quel che è possibile ed evitare che possa ripensarci. Per il debitore nessun vantaggio relativamente a quel che attiene interessi e spese di aggio da corrispondere.

Tuttavia, i nodi vengono sempre al pettine prima o poi, come nel caso in commento: l'avviso di intimazione al pagamento non può prevedere (e non potrebbe farlo, perchè le anticipazioni sono inesistenti nella contabilità ufficiale) ciò che è stato fino ad oggi versato con acconti mensili di importo variabile a seconda della disponibilità economica del debitore.

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