Ludmilla Karadzic

In una situazione normale il testo suggerito dalla banca andrebbe più che bene: noi, tuttavia, consigliamo sempre di aggiungere un riferimento all'articolo 1236 del codice civile (debito rinunciato). E, non lo facciamo per una natura intrinseca di azzeccagarbugli, perché ci piace scriverci addosso o per far vedere che siamo fighi.

Il problema è un altro: è vero che, chiedendo l'integrazione del testo con il riferimento esplicito al debito rinunciato, il funzionario di banca potrebbe ribattere, piccato e/o quasi offeso, che il contenuto dell'accordo è già chiarissimo così com'è stato formulato. Tuttavia, fra due anni, quando il debitore chiederà la rimozione della segnalazione che lo riguarda al gestore della banca dati dei cattivi pagatori, quest'ultimo, magari perchè al mattino è sceso dal letto dalla parte sbagliata, potrebbe eccepire che, trattandosi di accordo transattivo a saldo stralcio, la segnalazione permane per il residuo comunque non rimborsato.

Non sarebbe nemmeno la prima volta che capita, tanto è vero che esiste, sotto questo aspetto, un rilevante contenzioso di cui qui abbiamo un esempio calzante. Il debitore, a quel punto dovrà rassegnarsi oppure affidarsi ad un avvocato (e, naturalmente, pagargli spese ed onorari) per far sistemare le cose. E, siatene pur certi, il funzionario di banca che oggi ostenta sicurezza ed arroganza, dall'alto delle sue conoscenze di tecnica bancaria e di trattative stragiudiziali, fra due anni non verrà in vostro soccorso (sempre ammesso che riusciate ancora a trovarlo).

Se invece nel testo della liberatoria sottoscritta dalla banca ci sarà il riferimento esplicito all'articolo 1236 del codice civile (debito rinunciato), al debitore basterà scrivere (da solo, a costo zero, carta, inchiostro e spese di raccomandata esclusi) una semplice diffida, richiamando la decisione 6751/13 dell'Arbitro Bancario Finanziario per risolvere il problema.

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