Ornella De Bellis

Il mondo delle società di recupero crediti è opaco per natura: spesso l'Autorità giudiziaria ha individuato legami fra queste attività e l'estorsione o il riciclaggio di denaro sporco.

Sicuramente, escluse poche eccezioni, le società di recupero crediti operano in costante violazione dei diritti del debitore e delle norme di etica deontologica e professionale che pure hanno sottoscritto in accordi di protocollo con le associazioni di consumatori.

Entrando nel merito della questione da lei posta, va innanzitutto rilevato che il debitore non può, ovviamente, trattare con un soggetto sedicente cessionario del credito, o affidatario dell'attività di recupero, senza aver ricevuto la necessaria comunicazione dal creditore con cui ha stipulato il contratto di finanziamento.

Per sapere come comportarsi in questa circostanza, ed in altre che potranno capitarle nell'immediato futuro, la invito a consultare questa sezione ed in particolare le due sottosezioni che si occupano di tutela dei diritti del debitore nonché di come condurre la trattativa per un accordo stragiudiziale.

Non è possibile indicare i tempi di una eventuale azione esecutiva condotta sui beni del debitore: tuttavia possiamo dire che i tempi saranno brevissimi nel caso in cui il debitore abbia sottoscritto delle cambiali e non abbia adempiuto al pagamento di una sola di esse.

La cambiale non pagata e protestata costituisce, infatti, un titolo esecutivo: per capire cosa vuol dire, il suggerimento è quello di leggere questo articolo.

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