Genny Manfredi

Attesa l'esistenza di una ipoteca volontaria a garanzia del mutuo sull'immobile di proprietà, non ha molta importanza sapere con certezza (ma la circostanza è intuibile) se le quote di proprietà ai figli siano state donate: certamente la finanziaria non chiederà la revocatoria degli atti notarili di donazione per avviare azione esecutiva su un immobile donato ai figli dal debitore, laddove già esiste un creditore privilegiato (la banca).

Diverso il discorso per quanto attiene il terreno agricolo: qualora il valore commerciale del bene possa coprire, anche parzialmente, il debito, la finanziaria non avrà problemi a chiedere al giudice la revocatoria dell'atto di donazione ai figli.

Anzi, a questo proposito, va ricordato che la legge 83/2015 (in vigore dal 27 giugno) integrando l'articolo 2929 del codice civile, ha concesso al creditore la facoltà di espropriare direttamente i beni del debitore oggetto di donazione senza nemmeno dover esperire l'azione revocatoria ordinaria, quando siano verificate determinate condizioni.

Il codice civile, per quanto di interesse, così dispone attualmente: il creditore che sia pregiudicato da un atto del debitore, di costituzione di vincolo di indisponibilità o di alienazione, che ha per oggetto beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri, compiuto a titolo gratuito successivamente al sorgere del credito, può procedere, munito di titolo esecutivo, a esecuzione forzata, ancorchè non abbia preventivamente ottenuto sentenza dichiarativa di inefficacia, se trascrive il pignoramento nel termine di un anno dalla data in cui l'atto è stato trascritto. La disposizione di cui al presente comma si applica anche al creditore anteriore che, entro un anno dalla trascrizione dell'atto pregiudizievole, interviene nell'esecuzione da altri promossa.

Quando il pregiudizio deriva da un atto di alienazione, il creditore promuove l'azione esecutiva nelle forme dell'espropriazione contro il terzo proprietario. Il debitore, il terzo assoggettato a espropriazione e ogni altro interessato alla conservazione del vincolo possono proporre le opposizioni all'esecuzione quando contestano la sussistenza dei presupposti di cui al primo comma, nonchè la conoscenza da parte del debitore del pregiudizio che l'atto arrecava alle ragioni del creditore.

Infine, se la pensione non è gravata da pignoramenti in corso, indipendentemente dalla rata del mutuo che bisogna pagare e dagli assegni di mantenimento dovuti al coniuge separato e ai figli (disposti in sede di accordo di separazione consensuale o da provvedimento giudiziale) il rateo mensile è comunque suscettibile di pignoramento del 20% dell'importo che eccede il minimo vitale (nel suo caso, siamo intorno ai 300 euro/mese).

Tanto premesso, lei comprenderà che ben difficilmente la finanziaria creditrice sceglierà di mandarle l'ufficiale giudiziario a casa.

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