Paolo Rastelli

La problematica da lei sollevata sarebbe senz'altro meritevole di una tutela normativa: purtroppo, però, non ci è dato sapere di iniziative legislative (e non) adottate in tale direzione.

Lei sarà certamente al corrente della possibilità di compensare gli importi reclamati da Equitalia con i crediti vantati da un'impresa debitrice nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Ne parliamo ugualmente, visto che ce ne offre lo spunto, a beneficio di eventuali lettori interessati all'argomento.

Se l'impresa debitrice non ha ancora ricevuto il pagamento per una prestazione effettuata a favore di una PA (fornitura di beni e servizi), essa può utilizzare quel credito per pagare i debiti portati da cartelle di pagamento.

Per procedere è indispensabile che l'amministrazione interessata certifichi il credito. Per richiedere la certificazione è a disposizione la piattaforma informatica del Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, al seguente indirizzo.

La compensazione può essere effettuata tra crediti certificati non prescritti, certi, liquidi ed esigibili (verso lo Stato, Regioni e province autonome, enti locali, enti del Servizio Sanitario Nazionale e debiti tributari dello Stato, delle Regioni e degli enti locali), previdenziali e assistenziali oggetto di cartelle di pagamento di Equitalia, di accertamento esecutivo dell'Agenzia delle Entrate e di avviso di addebito dell'Inps, notificate entro il 31 dicembre 2014.

Chiunque, invece, può pagare le cartelle relative a imposte erariali (per esempio Irpef, Ires, Iva ecc.) utilizzando in compensazione i crediti erariali (ad esempio crediti Irpef, Ires, Iva ecc.).

Tornando al suo quesito, in particolare, non è attualmente prevista la possibilità di compensazione dei crediti vantati da un professionista (non associato) ad esempio, per CTU. Esiste, anzi, una compensazione coattiva: i soggetti pubblici, ovvero le pubbliche Amministrazioni e società a totale partecipazione pubblica, prima di effettuare un pagamento di importo superiore a 10 mila euro a chicchessia, devono procedere alla verifica di eventuali inadempienze tributarie da parte del soggetto beneficiario del pagamento stesso.

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