Patrizio Oliva

In sostanza, lei scrive che le modifiche di legge recentemente intervenute hanno introdotto disposizioni in base alle quali gli stipendi non possono essere toccati fino a 1.344,00 Euro al mese (il triplo dell'assegno sociale).

Chi risponde non concorda con la sua interpretazione e con le sue premesse, ritenendo che solo nel caso di pignoramento del conto corrente (praticamente quando il terzo pignorato è la banca o le Poste) e quando l'accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento, entra in gioco la norma per cui le somme accreditate a titolo di stipendio o pensione possono essere pignorate per l'importo eccedente il triplo dell'assegno sociale.

Nell'ipotesi, invece, in cui il terzo pignorato sia il datore di lavoro le limitazioni previste sono quelle previggenti per quel che riguarda lo stipendio, mentre per le (sole) pensioni è stata introdotta la norma che prevede l'impignorabilità per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell'assegno sociale, aumentato della metà. In sostanza il legislatore ha formalizzato il minimo vitale che la giurisprudenza comunque riconosceva, anche se in misura equivalente all'assegno sociale.

L'articolo 545 del codice di procedura civile, così come modificato dal decreto legge 83/15 recita testualmente Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell'assegno sociale, aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge.

Le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l'importo eccedente il triplo dell'assegno sociale, quando l'accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento; quando l'accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, le predette somme possono essere pignorate nei limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settimo comma, nonché dalle speciali disposizioni di legge.

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