Rosaria Proietti

Dopo la notifica del pignoramento al datore di lavoro (il terzo), questi accantona il massimo pignorabile (il 20% dello stipendio al netto degli oneri di legge e al lordo di eventuali cessioni del quinto) in attesa della decisione del giudice sull'importo effettivamente pignorabile.

Cosa succede se lo stipendio, appena "purgato" dal datore di lavoro viene accreditato sul conto corrente del debitore ed un altro creditore procedente notifica alla banca il pignoramento del conto corrente?

Le somme dovute a titolo di stipendio, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l'importo eccedente il triplo dell'assegno sociale (circa 1.548 euro) quando l'accredito ha luogo in data anteriore alla data di notifica del pignoramento del conto corrente.

Quando l'accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente (in pratica fra la data di notifica del pignoramento alla banca terzo pignorato ed il successivo blocco del conto corrente) le somme dovute a titolo di stipendio possono essere pignorate solo nella misura massima del 20%.

In ogni caso, il conto corrente viene poi bloccato (interdetto a bonifici e prelievi) fino all'assegnazione dell'importo pignorato al creditore. Insomma, il debitore dovrà aprire un nuovo conto corrente e comunicarne l'IBAN al datore di lavoro se vuole continuare a percepire lo stipendio.

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