Annapaola Ferri

Si tratta di un argomento, quello da lei proposto, che offre il fianco a numerosi equivoci, vista la complessità della materia.

Vanno affrontati due aspetti, la decadenza del potere di esigere la tassa da parte del Comune e la prescrizione della cartella esattoriale notificata da Equitalia.

Decadenza

Se oggi, nel 2015, il Comune si accorge che il debitore non paga da tempo (ad esempio da venti anni) la tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, può richiedere l'importo relativo al 2015 e quello riferito (solo) ai precedenti cinque anni, dunque dal 2010 al 2014. Deve esigere la somma notificando al debitore un avviso di accertamento. Può poi attendere che il debitore paghi, ma comunque, entro il 31 dicembre del 2017 (entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'avviso di accertamento è divenuto definitivo) deve fare in modo che Equitalia notifichi al debitore una cartella esattoriale.

In questo caso è tutto corretto: il debitore non può eccepire, per invocare la decadenza del potere comunale di esigere la tassa, che a dicembre 2017 gli è stata notificata una cartella esattoriale per TARSU del 2010, dopo oltre sei anni. Un ricorso su queste basi sarebbe respinto dal qualsiasi Commissione Tributaria Provinciale.

Prescrizione

Dunque siamo nel dicembre 2017, laddove è stata notificata una cartella esattoriale per TARSU non versata dal 2010 al 2015. La prescrizione di una cartella esattoriale originata dal mancato o insufficiente versamento di un tributo locale (quale sono TARSU e TARI), correttamente notificata al debitore, si prescrive entro cinque anni dalla sua notifica, ovvero nel dicembre 2022.

Può accadere che nel marzo 2020 Equitalia invii al debitore un avviso di intimazione al pagamento, che il debitore sia temporaneamente assente dal proprio domicilio o residenza che il postino lasci l'avviso di giacenza, che questo vada smarrito. Trascorsi dieci giorni dal deposito in giacenza, la notifica dell'avviso di intimazione al pagamento si intende correttamente perfezionata.

Qual è il rilevante risvolto di un simile evento? Il debitore crede ancora che la cartella esattoriale notificata nel dicembre del 2017 si prescriva nel dicembre 2022. Invece adesso la prescrizione si estende al marzo 2025.

Conclusioni

Ora, accade, puntualmente, questo:

il lettore scandalizzato, probabilmente, ci chiederà nel febbraio 2025:

  1. nel dicembre 2017 mi notificarono una cartella esattoriale già scaduta perchè riferita a TARSU del 2010 (non mi avevate detto che la decadenza è quinquennale)?
  2. adesso mi notificano un avviso di ingiunzione al pagamento per una cartella esattoriale notificata a dicembre 2017 per TARSU del 2010. E' prescritta perché quando vi interpellai mi diceste che la cartella per TARSU si prescrive in cinque anni e ad oggi di anni ne son passati ben otto dal dicembre 2017!

Ecco, perchè prima di esaminare le problematiche relative a decadenza e prescrizione di una pretesa TARSU bisogna necessariamente chiedere al comune copia di tutte le comunicazioni inviate al destinatario per quella pretesa. E la stessa cosa bisogna fare con Equitalia.

Per quel che attiene la prescrizione della cartella esattoriale relativa a sanzione amministrativa, ci spiace, ma il quesito risulta a noi poco chiaro.

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