Giuseppe Pennuto

1) La legge prescrive che il concessionario della riscossione possa disporre il fermo amministrativo dei beni mobili del debitore registrati al PRA, senza distinguere se la proprietà del veicolo debba essere al 100% oppure parziale.

2) Una delle problematiche che il creditore deve affrontare quando pignora ed espropria un veicolo è quella di anticipare le spese di custodia: può poi esigere il rimborso di tali spese (oltre agli oneri necessari per la procedura di espropriazione) sommandole al capitale a debito. Il problema è che il ricavato della vendita all'asta di un veicolo usato, il più delle volte non copre i costi sostenuti e non consente di soddisfare il credito vantato. Il fermo amministrativo nasce proprio per ovviare agli inconvenienti appena esposti: non c'è esproprio, la vettura resta in custodia al debitore e non può essere utilizzata.

3) Per evitare il fermo amministrativo, entro 30 giorni dalla data di notifica del preavviso, il debitore deve saldare il debito oppure chiederne la rateizzazione oppure, ancora, dimostrare all'agente della riscossione che il bene mobile è strumentale all'attività di impresa o della professione. Attenzione: si parla di attività d'impresa o di professione il che esclude che il lavoratore dipendente possa chiedere che non sia disposto il fermo perché il veicolo di proprietà gli è necessario per portarsi sul luogo di lavoro. Equitalia, per prassi, esamina anche istanze finalizzate ad evitare il fermo amministrativo sul veicolo di cui il debitore si serva per adempiere a scopi assistenziali (legge 104, per intenderci).

4) Le sanzioni per violazione del codice della strada gravano sul conducente, ovvero sull'autore dell'infrazione, che è quindi l'obbligato principale. Solo però responsabili solidalmente anche i comproprietari del veicolo (obbligati in solido o coobbligati solidali). In caso di impossibilità di identificare il conducente responsabile dell'infrazione, il verbale viene notificato ad uno dei proprietari con la richiesta di comunicare i dati del conducente. A seguito del mancato pagamento della sanzione nei termini previsti, l'azione di riscossione coattiva può essere indirizzata verso uno qualsiasi dei coobbligati in solido (a scelta della PA in base a criteri insindacabili relativi alla probabilità di portare a termine un'azione di riscossione coattiva fruttuosa).

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