Patrizio Oliva

L'unica cosa sensata che lei può fare da subito (anche senza avvocato) per limitare i danni, è chiedere alla banca il recesso parziale dalla fideiussione omnibus per quel che riguarda il fido concesso al debitore principale. Con la consapevolezza di dover comunque corrispondere alla banca l'importo relativo al saldo passivo maturato sul conto corrente del debitore principale al momento della richiesta.

Tuttavia, la banca potrebbe contestarle che trattandosi di fideiussione omnibus (e non specifica) deve recedere da tutto il contratto, previo pagamento dei 17 mila euro e dello scoperto di conto esistente al momento della richiesta.

Per quanto riguarda, il recesso del fideiussore dalla garanzia specifica prestata per i debiti di un terzo, derivanti da un rapporto di apertura di credito bancario in conto corrente destinato a prolungarsi ulteriormente nel tempo, produce l'effetto di circoscrivere l'obbligazione accessoria al saldo del debito esistente al momento in cui viene esercitata la facoltà di recesso ma non vale affatto a liberare il garante per i debiti antecedenti del debitore principale.

In altri termini, il recesso non determina l'estinzione in senso stretto della garanzia fideiussoria né ha effetti retroattivi, ma vale a delimitare l'entità dell'obbligazione fideiussoria all'esposizione debitoria (saldo passivo) del conto corrente esistente al momento dell'esercizio della facoltà di recedere (Arbitro Bancario Finanziario decisione 4794/15).

Le vicende societarie sono irrilevanti per quel che attiene la legittimità della garanzia prestata, essendo stata la fideiussione assunta a titolo personale e non come socio.

L'esposizione del debitore nei confronti di Equitalia potrebbe essere proprio la motivazione in base alla quale la banca ha concesso l'apertura di credito in conto corrente solo dopo la firma del contratto di fideiussione con un terzo.

Il recesso dal prestito di 17 mila euro sarebbe inutile al momento: può sempre sperare che il suo ex socio si ravveda e rimborsi quanto ricevuto dalla banca (anche se temo che sarà difficile ciò accada).

Per il resto, giusto per dare un contributo finalizzato al tentativo di aiutarla a non buttar via altri soldi in onorari di avvocati, voglio ricordarle che anche se lei riuscisse a provare di essere stato incapace di intendere e volere al momento della firma del contratto di fideiussione, la garanzia sarebbe comunque valida a meno che lei non dimostrasse che la banca (non il suo ex socio) fosse consapevole del suo stato di incapacità (Cassazione, sentenza 19458/15).

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