Paolo Rastelli

Posso, con estremo piacere, tranquillizzarla: nella situazione riportata lei non ha nulla da temere ed i suoi beni sono al riparo da qualsiasi azione esecutiva di Equitalia promossa nei confronti della sua attuale compagna.

Solo per completare un quadro teorico, aggiungo che qualche fastidio potrebbe derivarle da un eventuale pignoramento presso la residenza del debitore.

Com'è noto, tutti i beni pignorabili rinvenuti dall'Ufficiale giudiziario presso la residenza o il domicilio del debitore possono essere sottoposti a pignoramento in virtù del principio di presunzione legale di proprietà: in pratica, qualsiasi cosa presente presso il domicilio o la residenza del debitore è ritenuta essere di proprietà del debitore.

L'eventuale terzo effettivo proprietario deve poi opporsi all'esecuzione innanzi al giudice competente per dimostrare (con documentazione probante, quali fatture nominative o contratti di comodato registrati) che i beni pignorati non appartengono al debitore.

Il pignoramento presso la residenza del debitore, tuttavia, è un'azione esecutiva poco efficace (per tutta una serie di motivi che non vale la pena elencare in questa sede) ed Equitalia quasi mai vi ricorre, a meno che la residenza o il domicilio del debitore siano siti di lusso e sia ragionevole l'aspettativa di rinvenirvi, all'interno, beni di pregio: arredi d'antiquariato, quadri, sculture e manufatti d'autore, gioielli, orologi ed altri preziosi, impianti tecnologici sofisticati ecc..

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