Giuseppe Pennuto

Il fermo amministrativo è una misura cautelare disposta da Equitalia sul veicolo di proprietà del debitore. Si tratta di un provvedimento legato al bene, nel senso che se, improvvidamente, si procede all'acquisto di un veicolo sottoposto a fermo amministrativo, la misura cautelare permane anche dopo il trasferimento di proprietà e l'acquirente si fa carico dei disagi che ne conseguono.

Ciò non vuol dire che il debito, per il quale è stato disposto il fermo amministrativo, viene trasferito all'acquirente: ma, semplicemente, che si potrà procedere alla cancellazione del fermo amministrativo solo quando il debito sarà stato saldato dal venditore debitore o sarà intervenuta la prescrizione del credito.

Ragion per cui l'esattore non chiederà mai all'acquirente il saldo del debito.

Inoltre, l'introduzione del fermo amministrativo è stata giustificata proprio dall'esigenza di penalizzare il debitore senza costringere il creditore a sostenere onerose ed infruttuose procedure di espropriazione. Quasi sempre la vendita all'asta di un veicolo usato non copre il debito: nel caso di uno scooter non coprirebbe nemmeno i costi della procedura.

Essendo il fermo amministrativo conseguente al mancato pagamento di una cartella esattoriale, la possibilità di cancellazione del fermo amministrativo è, dunque, condizionata dal pagamento del debito iscritto a ruolo oppure alla prescrizione della cartella esattoriale da cui origina il provvedimento di fermo.

La prescrizione della cartella esattoriale dipende, a sua volta, dalla natura del credito vantato dalla PA: in generale quinquennale per tributi locali, sanzioni amministrative ed evasione contributiva; decennale per Irpef, IVA, Irap, imposte di registro ecc., ovvero per debiti verso lo Stato.

E' sufficiente una intimazione di pagamento, periodicamente notificata al debitore, per interrompere i termini di prescrizione del credito.

L'unica azione efficace possibile doveva essere esercitata al tempo dell'acquisto del veicolo, nel 2009: il compratore a cui viene tenuta nascosta l'esistenza del fermo amministrativo sul veicolo oggetto di compravendita può rivalersi sul venditore con un'azione di rimborso del danno.

Da ricordare, infine, che il bollo su un veicolo sottoposto a fermo amministrativo è comunque dovuto. La procedura corretta da seguire, per evitare di pagare il bollo anche per il periodo in cui il veicolo è , o è stato, sottoposto a fermo amministrativo, è quella di chiederne l'esenzione.

L'esenzione si ottiene recandosi recarsi presso gli uffici regionali preposti al servizio di riscossione dei tributi locali, producendo un atto sostitutivo di notorietà in cui si dichiara la temporanea perdita di possesso del veicolo conseguente all'avvenuta iscrizione di fermo amministrativo ed i relativi periodi in cui il fermo amministrativo è stato disposto.

Se gli uffici regionali non accettano la dichiarazione sostitutiva come documento idoneo ad ottenere l'esenzione dal pagamento del bollo per temporanea perdita di possesso, allora sarà necessario produrre una visura della targa del veicolo.

La visura riporta tutte le informazioni giuridico-patrimoniali relative al veicolo risultanti in quel momento comprese, naturalmente, quelle relative ai periodi in cui sul veicolo è risultato iscritto un provvedimento di fermo amministrativo.

Non preoccuparsi di questo aspetto vuol dire aggiungere il danno alla beffa.

Concludendo, non possiamo darle nessun suggerimento efficace per sbloccare l'antipatica situazione in cui lei si è venuto a trovare, suo malgrado, coinvolto; se non augurarle che, prima o poi, qualcuno provveda al furto del veicolo.

La trafila burocratica per rottamare un veicolo sottoposto a fermo amministrativo, pur possibile se il proprietario è diverso dal debitore, è, infatti, estenuante.

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