Annapaola Ferri

Dunque, sembra di capire che la finanziaria che erogò il prestito abbia affidato (non ceduto) il credito ad una società di recupero.

Lei, ha una casa di proprietà libera da ipoteca ed un conto corrente con una discreta liquidità in deposito.

Solo per inciso, lei scrive che non la spaventa una eventuale iscrizione ipotecaria sull'immobile e, a mio parere, qui sbaglia nelle sue supposizioni: il creditore potrebbe ottenere un decreto ingiuntivo ed ipotecare la casa, senza procedere necessariamente ad espropriazione, per il momento. Sarebbe per lei una spada di Damocle, dal momento che con il passare degli anni e l'aumentare degli interessi moratori, considerata la crisi del mercato immobiliare che dovrebbe durare ancora a lungo, si troverebbe con un debito, garantito da ipoteca, molto rilevante rispetto al valore del bene.

Comunque, la questione centrale è che lei si trova in una posizione tale da non poter tirare troppo la corda. Quindi, potendo (e sembra che lei possa) questo saldo stralcio s'ha da fare.

Per quel che attiene i fax, ricordi che non hanno alcun valore legale: se ha bisogno di riscontri per un eventuale contenzioso legale deve affidare le sue comunicazioni alla controparte esclusivamente servendosi del servizio postale ed, in particolare, di una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Per quanto riguarda invece la quietanza liberatoria, essa assume un'importanza cruciale se lei desiderasse in futuro (a partire da tre anni dalla data in cui concluderà l'accordo) poter accedere nuovamente al circuito del credito: per questa ragione la invito a leggere questo articolo che potrà fornirle utili indicazioni sulla problematica.

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