Ludmilla Karadzic

Mi sembrava che nella discussione a cui lei fa riferimento, la mia collega avesse già risposto.

Per quanto attiene l'eventuale pignoramento del conto corrente, se il pignoramento del conto corrente interviene successivamente all'accredito dello stipendio, dovrà essere sempre lasciata disponibile al debitore una somma pari a 1.548 euro circa (equivalente a tre volte l'assegno sociale pari a 516 euro circa).

Se, invece, il pignoramento del conto corrente interviene prima dell'accredito (in pratica fra la data di notifica del pignoramento alla banca terzo pignorato ed il successivo blocco del conto corrente) le somme che eventualmente affluiscono sul conto corrente a titolo di stipendio o pensione possono essere decurtate solo nella misura prevista dalle norme che regolano il pignoramento di stipendi e pensioni.

Quando l'accredito dello stipendio avviene dopo il blocco delle operazioni imposto dalla banca sul conto corrente pignorato (che purtroppo, come da lei ipotizzato si prolunga per un tempo indeterminato) i soldi ritornano al datore di lavoro e può esserne disposto il bonifico su un altro rapporto, indicato dal dipendente debitore, aperto alla bisogna presso lo stesso, o altro, istituto bancario.

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