Ludmilla Karadzic

Nel topic a cui lei fa riferimento si presumeva un reddito percepito da stipendio, al lordo di cessione del quinto ed eventuali pignoramenti in corso, di 1500 euro, da cui veniva fuori una quota di prelievo del 20%, per crediti di natura ordinaria (banche, privati e finanziarie), pari a 300 euro/mese.

Per un reddito stipendiale percepito di 1700 euro, sempre al lordo di cessione del quinto ed eventuali pignoramenti in corso, invece, la quota di prelievo de 20% riconducibile ad azione esecutiva presso terzi (datore di lavoro) è di 340 euro/mese.

Però, lei ha compreso e calcolato correttamente la capienza per tutti i pignoramenti concorrenti di tipo ordinario esattoriale ed alimentare quantificabile in 1700/2=850-220=630 euro.

In pratica, la somma della cessione del quinto, dei pignoramenti per crediti ordinari, alimentari ed esattoriali, in corso, non può superare la metà dello stipendio al netto di ritenute fiscali e contributive.

Il che vuol dire che se successivamente al pignoramento per crediti ordinari dovessero agire Equitalia (per crediti esattoriali) e/o poi un coniuge separato (per crediti alimentari), il giudice potrebbe assegnare da spartire ad entrambi, in tutto, un massimo di 290 euro = 850 euro (capienza massima cioè metà dello stipendio) - 220 euro (cessione del quinto già in corso) - 340 euro (pignoramento già in corso per crediti ordinari).

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