Chiara Nicolai

Come sappiamo, non tutte le ciambelle, purtroppo, riescono col buco: nel suo caso, non è possibile ravvisare alcun comportamento fraudolento nella chiusura dell'attività intrapresa; se le cose sono andate male si tratta solo delle conseguenze di un'alea matrigna, che può accompagnare qualsiasi iniziativa imprenditoriale anche se basata su presupposti economicamente promettenti.

Pertanto, può tranquillamente calare la saracinesca, evitando l'aggravarsi dell'esposizione debitoria e limitando il danno ai soli 40 mila euro di finanziamento finora percepiti.

Sarà Equitalia ad occuparsi della riscossione coattiva: dunque, non sarà in alcun modo possibile sperare in soluzioni a saldo stralcio.

Ed allora, non resterà altro da fare che attendere un impiego e rimborsare il debito con l'eventuale pignoramento del 10% dello stipendio a favore di Invitalia.

Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.