Annapaola Ferri

In genere, una volta chiesta la rateazione di una cartella esattoriale e pagata anche una sola rata, non è possibile eccepire la decadenza del diritto della Pubblica Amministrazione di procedere alla riscossione delle somme iscritte a ruolo.

I debiti contributivi fanno eccezione a questa regola (così come è stato sancito dalla Corte di cassazione nella sentenza 3489/15). Infatti, nella materia previdenziale, a differenza che in quella civile, il regime della prescrizione già maturata è sottratto alla disponibilità delle parti, sicché deve escludersi l'esistenza di un diritto soggettivo degli assicurati a versare contributi previdenziali prescritti.

Detto principio vale per ogni forma di assicurazione obbligatoria: ne consegue che, a differenza di quanto previsto dal diritto delle obbligazioni in generale (ove il pagamento del debito prescritto non comporta un diritto alla restituzione), il pagamento dei contributi prescritti, non potendo neppure essere accettato dall'INPS, comporta che l'autore del pagamento ben può chiederne la restituzione.

Prima di eccepire la prescrizione quinquennale per i contributi relativi al 2005, bisognerebbe accedere agli atti presso l'INPS ed acquisire la documentazione relativa alla notifica di eventuali atti interruttivi della prescrizione stessa, che possono essere stati posti in essere dall'Istituto previdenziale ed a lei non noti perché, ad esempio, notificati per compiuta giacenza.

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