Giovanni Napoletano

Quando il debitore oberato da più prestiti in corso con finanziarie e banche, ci sottopone un problema di sovraindebitamento, denunciando la circostanza che nessuno, tranne che negli spot pubblicitari, è in realtà disposto a concedere un effettivo consolidamento del debito (accollo di tutte le obbligazioni assunte dal debitore e riduzione della rata mensile a livelli sostenibili attraverso l'allungamento del periodo di rimborso) noi abbiamo sempre consigliato la ristrutturazione "fai da te": stop a tutti i pagamenti ed attesa del pignoramento complessivo del 20% mensile per tutta l'esposizione debitoria e per tutti i debitori ordinari.

Naturalmente, nel suo caso specifico, il medesimo consiglio non avrebbe alcun senso, dal momento che cessione del quinto e prestito delega sono prelevati alla fonte e lo stop dei rimborsi per il prestito erogato dalla sua banca si risolverebbe nel pignoramento del 20% dello stipendio (con una quota pressoché equivalente alla rata) per di più con aggravio di spese legali ed interessi di mora.

E dunque, il ricorso al piano del consumatore da presentare, con il supporto di un organismo riconosciuto per la composizione delle crisi da sovraindebitamento, potrebbe condurre all'omologazione giudiziale (il piano del consumatore non è subordinato all'assenso dei creditori) con l'imposizione di rate più basse per cessione del quinto, prestito delega e prestito bancario.

Il suggerimento è di confrontare i costi da corrispondere per il supporto degli organismi riconosciuti, rivolgendosi a tutte le associazioni di consumatori presenti nel territorio in cui lei vive.

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