Ornella De Bellis

La banca non è obbligata a protestare l'assegno, un'operazione che, come abbiamo spesso indicato in alcuni interventi, specie per quelli nominativi (superiori o uguali a mille euro) nulla toglie e niente aggiunge all'azione esecutiva esperibile dal creditore.

Così si spiega l'assenza di segnalazione nel RIP (Registro Informatico dei Protesti)

La banca è invece obbligata a segnalare alla CAI (Centrale di Allarme Interbancaria) ed al Prefetto, il correntista che emette assegni a vuoto.

L'iscrizione in CAI, con contestuale revoca di sistema (impossibilità ad emettere assegni) dura sei mesi e la cancellazione, decorso tale termine, è automatica.

Tuttavia, il Prefetto emetterà, prima o poi (ha cinque anni di tempo per farlo), una sanzione amministrativa e, in caso di recidiva, imporrà una ulteriore iscrizione in CAI con permanenza superiore ai sei mesi.

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