Roberto Petrella

Lei è stato invitato ad inoltrare al creditore la dichiarazione formale in cui viene specificata la somma di cui è mensilmente debitore verso il dipendente.

In pratica, in qualità di datore di lavoro, dovrà fornire al giudice le informazioni circa l'entità dello stipendio erogato al debitore, nonchè l'eventuale insistenza, sulla retribuzione, di cessioni del quinto in corso o pignoramenti pregressi. In tal modo il giudice potrà stabilire correttamente la quota della busta paga che, successivamente, dovrà essere corrisposta direttamente al creditore procedente.

Potrà fornire tale chiarimento attraverso una comunicazione scritta, inviata al legale del creditore procedente. La trasmissione delle informazioni richieste potrà avvenire con raccomandata a/r, o con e-mail tramite PEC.

La dichiarazione dovrà specificare quale rapporto esiste con il debitore pignorato; ad esempio qualifica d'impiego, importi corrisposti busta paga e somme già trattenute sugli emolumenti spettanti al debitore (come accennato, eventuali cessioni del quinto e pignoramenti in corso).

La dichiarazione, successivamente, sarà presentata al giudice che determinerà l'importo che lei dovrà versare direttamente al creditore procedente.

Ha dieci giorni di tempo per adempiere, pena la citazione di comparizione in udienza per rendere la dichiarazione verbalmente.

Se non procederà alla dichiarazione e se neanche si presenterà in udienza, lei rischia di dover rifondere i danni al debitore qualora, in mancanza delle informazioni di cui lei è depositario (soprattutto cessioni del quinto e pignoramenti in corso) il giudice dovesse stabilire una quota di pignoramento che ecceda i limiti di legge previsti.

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