Piero Ciottoli

Le prestazioni sociali (includendovi anche una eventuale priorità per le chiamate di lavoro effettuate attraverso i CPI) vengono erogate in base al reddito del nucleo familiare. In pratica, si suppone che Caio, soggetto disoccupato che aspira ad un impiego e il cui reddito del nucleo familiare di appartenenza sia pari ad X, abbia maggiori esigenze di ottenerlo rispetto ad un altro, Tizio, che disponga di un reddito del nucleo familiare pari ad Y, se X è minore di Y.

Questo, indipendentemente dal fatto che il reddito individuale IRPEF percepito da Tizio sia nullo e quello dichiarato da Caio sia di 10 mila euro, ad esempio. La ratio della norma si basa sulla presunzione che il sostegno potenzialmente offerto dagli appartenenti al nucleo familiare del soggetto che ambisce a fruire delle prestazioni sociali abbia una valenza determinante per l'accesso a tali servizi.

Si può essere non d'accordo con le scelte di sistema, ma la legge è questa. Lei può fare in modo di eliminare quella che reputa una "distorsione", adeguandosi ai criteri vigenti; ad esempio risolvendo la convivenza anagrafica in atto fra lei e suo figlio.

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