Simonetta Folliero

Giusto per chiarire le idee, non è la finanziaria ad emettere il decreto ingiuntivo.

La decadenza dal beneficio del termine è la facoltà che ha il creditore di esigere immediatamente il debito residuo di un prestito in un'unica soluzione, a seguito di specifiche inadempienze contrattuali (ritardi nel pagamento delle rate di rimborso) da parte del debitore, il quale perde, così, la possibilità di rimborsare il prestito a rate.

La finanziaria può invocare come causa di risoluzione del contratto il ritardato o omesso pagamento della rata quando lo stesso si sia verificato almeno sette volte, anche non consecutive. A tal fine costituisce ritardato pagamento quello effettuato tra il trentesimo e il centottantesimo giorno dalla scadenza della rata.

La risoluzione del contratto comporta la decadenza del beneficio del termine (DBT) e la contestuale richiesta del rimborso del capitale residuo in un'unica soluzione.

Se il debitore non adempie, la finanziaria si rivolge al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo. Decorsi i termini per l'eventuale opposizione al decreto ingiuntivo emesso dal giudice su richiesta della finanziaria, quest'ultima può notificare un precetto al debitore, il quale avrà 10 giorni per rimborsare il credito, pena l'attivazione delle procedure di pignoramento..

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