Ludmilla Karadzic

Sono veramente desolata ed amareggiata per non poterla in alcun modo aiutare.

La notifica postale diretta (quella senza intermediazione e controllo degli ufficiali giudiziari) effettuata tramite raccomandata AR ed affidata esclusivamente alla buona fede del postino, è diventata ormai un flagello per i malcapitati destinatari di comunicazioni inviate dalla PA o dai concessionari della riscossione esattoriale.

Se il postino scrive sulla ricevuta di ritorno che il destinatario è assente e che ha lasciato il prescritto avviso, fanno fede le sue affermazioni. Per confutarle è necessaria una querela di falso ed un procedimento di accertamento lungo e costoso.

La relazione del postino è Vangelo: anche se, magari, il destinatario è immobilizzato a casa sulla sedia a rotelle; anche se mille persone sono pronte a testimoniare che, in zona e nel giorno del presunto tentativo di notifica, non si è visto un postino a pagarlo oro.

Chiaro che la notifica per compiuta giacenza conviene a tutti: al creditore, che non è costretto ad anticipare le spese per l'ufficiale giudiziario e che, con il perfezionamento per compiuta giacenza, elimina qualsiasi vizio di notifica incombente; a Poste Italiane che offre il servizio a prezzi stracciati avvalendosi di contratti a tempo determinato e imponendo ai postini indici di produttività ai limiti del possibile.

E chi ci rimette è, come al solito, il cittadino. Che, quando non è a conoscenza del tentativo di notifica (perchè l'avviso di inizio giacenza non si trova mai là dove dovrebbe essere depositato) perde la chance di un ricorso all'atto o quella di pagare approfittando della riduzione delle sanzioni (acquiescenza).

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