Giorgio Martini

Il giudice valuta dapprima la fattibilità di una separazione materiale del bene: deve esserci anche la disponibilità dei comproprietari a farsi carico dei costi necessari.

Successivamente viene esaminata la possibilità di mettere all'asta la quota di proprietà: la soluzione è tuttavia spesso impraticabile perchè comporta un abbattimento del valore della comproprietà che spesso penalizza in modo intollerabile il debitore.

Come ultima ratio viene disposta la vendita coattiva dell'intero immobile. Il comproprietario non debitore ottiene la distribuzione del ricavato in proporzione alla propria quota di proprietà e può poi citare il debitore per un eventuale risarcimento danni conseguente alla vendita coattiva del bene.

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