Marzia Ciunfrini

La circostanza di possedere un reddito ISEE che le consentiva di accedere a determinati benefici o esenzioni, non le eviterà le sanzioni per l'omessa denuncia di fruizione dei servizi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed il mancato pagamento della relativa tassa ambientale (ieri TARSU ed oggi TARI).

Lei può recarsi negli uffici dell'AMA e presentare un'auto-denuncia. Sarebbe soggetto al pagamento dell'imposta non pagata nei sei anni precedenti (un anno in cui si presume andasse presentata la dichiarazione omessa più i cinque successivi) e ad una sanzione del 25% dell'importo dovuto, oltre agli interessi, per gli anni in cui il tributo locale è stato evaso.

Ad analoga sanzione andrebbe incontro se non facesse nulla. Nel momento in cui, nell'anno X, le fosse notificato un avviso di accertamento dovrebbe corrispondere imposta evasa, sanzione annua del 25% sul dovuto ed interessi agli ultimi sei anni.

Insomma, più di sei anni indietro l'AMA non può andare per esigere il pagamento di TARSU e TARI arretrate. Inoltre l'accettazione dell'atto di accertamento, giuridicamente definita “acquiescenza”, comporta la riduzione a 1/3 delle sanzioni amministrative irrogate se il contribuente paga entro 60 giorni dalla notifica dell'atto.

A lei valutare il da farsi, purché le sia chiaro che la finestra mobile di decadenza del tributo evaso si sposta con il passare del tempo. Anche questi sono gli effetti (positivi o negativi, dipende dal punto di vista) della conclamata inefficienza delle amministrazioni comunali e delle loro partecipate.

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