Simonetta Folliero

Il creditore può invocare come causa di risoluzione del contratto il ritardato pagamento quando lo stesso si sia verificato almeno sette volte, anche non consecutive. A tal fine costituisce ritardato pagamento quello effettuato tra il trentesimo e il centottantesimo giorno dalla scadenza della rata.

La risoluzione del contratto comporta la decadenza del beneficio del termine (DBT) e la contestuale richiesta del rimborso del capitale residuo in un'unica soluzione.

Pertanto, la risoluzione del contratto di finanziamento dopo solo due rate non pagate è un sopruso, oltre che un atto illegittimo.

Il rimedio è quello di rivolgersi all'Arbitro bancario Finanziario. Non è necessario il supporto di un avvocato e l'istanza può essere inviata con raccomandata AR.

Tuttavia, prima di ricorrere all'ABF, è necessario presentare un reclamo scritto a Poste Italiane.

La risposta di Poste Italiane dovrà pervenire entro 30 giorni dalla presentazione del reclamo. Decorsi i trenta giorni, se le poste non giustificano il proprio operato o, comunque, se lo fanno in modo elusivo e/o non soddisfacente, allora sarà possibile rivolgersi all'ABF.

Per le info inerenti il ricorso all'ABF è possibile consultare questa sezione, ed in particolare, questo articolo.

Nel reclamo da inoltrare a Poste Italiane potrà anche essere richiesto l'estratto conto cronologico del piano di ammortamento relativo al prestito erogato a sua zia ed eventualmente eccepire, innanzi all'ABF, eventuali irregolarità (applicazione di tassi di interesse anatocistici o superiori alla soglia di usura) emerse.

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