Andrea Ricciardi

Rispetto alla fideiussione prestata a favore della sas, la responsabilità patrimoniale dei soci entra in gioco solo in seconda battuta.

Il fideiussore eventualmente escusso (sia egli socio accomandatario o accomandante) può esercitare azione di regresso verso gli altri tre obbligati per ottenere da ciascuno di essi il rimborso della quota del 25% dell'esposizione debitoria.

Una volta esperita integralmente, o in parte, l'azione esecutiva sui beni personali dei fideiussori inadempienti, il socio che ha subito con successo l'azione esecutiva (e dunque creditore verso gli altri) può escutere il socio debitore accomandatario inadempiente in modo illimitato, aggredendo i beni della società o le quote societarie in suo possesso, fino alla copertura del credito fideiussorio residuo vantato non solo nei suoi confronti, ma anche verso gli altri soci debitori accomandanti inadempienti (essendo il debito di natura fideiussoria, comunque, un debito societario).

Una volta esperita integralmente, o in parte, l'azione esecutiva sui beni personali dei fideiussori inadempienti, il socio creditore può escutere, invece, i soci debitori accomandanti inadempienti solo fino a copertura della quota conferita nella sas da ciascuno di essi.

In pratica, il fideiussore socio accomandatario che presta fideiussione a favore della società insieme ad altri soci accomandanti che non possiedano beni personali, si espone a coprire quasi integralmente il debito garantito, potendo contare, in caso di riscossione coattiva su di lui esercitata, solo sulle coperture della quote conferite da ciascun socio accomandante.

Posta la questione nei termini appena esposti, gli accorgimenti adottati dal socio accomandante (B) sono irrilevanti, o meglio, superflui.

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