Ludmilla Karadzic

Com’è noto, la finanziaria può invocare come causa di risoluzione del contratto il ritardato pagamento quando lo stesso si sia verificato almeno sette volte, anche non consecutive. A tal fine costituisce ritardato pagamento quello effettuato tra il trentesimo e il centottantesimo giorno dalla scadenza della rata.

La risoluzione del contratto comporta la decadenza del beneficio del termine (DBT) e la contestuale richiesta del rimborso del capitale residuo in un'unica soluzione.

Per quanto riportato, attesa la grave condizione di sovraindebitamento in cui lei versa, non resta altro che attendere le mosse del creditore che, nel peggiore dei casi, si concretizzeranno nel pignoramento del 20% della retribuzione mensile netta (al lordo, naturalmente, della cessione e del prestito delega). Ma almeno avrà ancora del tempo per rimettere in sesto la sua situazione economica.

Se è fortunato, la finanziaria cederà il credito ad una società di recupero: in questo caso, al prezzo di sentirsi chiamare al telefono un paio di volte al giorno e/o di ricevere la visita a casa di qualche esattore, potrà pagare a "babbo morto", anche con un piano di rientro scaglionato nel tempo e con un notevole abbattimento della cifra necessaria a chiudere l'esposizione debitoria.

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