Roberto Petrella

Lei deve innanzitutto presentare un reclamo scritto alla compagnia assicuratrice, da inoltrare con raccomandata AR, allegando copia del contratto firmato (l'unico ed il solo che ha valenza giuridica) nonché della lettera di licenziamento, lamentando il mancato indennizzo del capitale oggetto di finanziamento in seguito all'evento di perdita del lavoro.

La compagnia assicuratrice deve fornirle risposta entro 45 giorni dal ricevimento del reclamo. Nel caso in cui l'impresa non assolva nei termini, oppure la risposta risulti incompleta o insoddisfacente, allora potrà rivolgersi direttamente all'IVASS (sempre con istanza scritta e con raccomandata AR).

l'IVASS, effettuata la necessaria istruttoria, assumerà una decisione sulla controversia entro 120 giorni dal ricevimento dell'istanza (tenga conto che il termine è sospeso nei periodi di tempo necessari ad acquisire informazioni o dati dalle imprese).

Nel frattempo converrà individuare sul territorio in cui vive, un'associazione di consumatori che possa supportarla nell'eventuale prosieguo del contenzioso. Non è detto, infatti, che la compagnia di assicurazioni si adegui subito alle disposizioni dell'IVASS, nel qual caso sarà necessario chiederne il rispetto al giudice. Inoltre, l'associazione di consumatori si rivelerà utile per coadiuvarla nel diffidare banche, finanziarie e società di recupero crediti a pretendere il presunto credito nelle more di un procedimento di conciliazione o di una definizione giudiziale della controversia.

Naturalmente, fino a quando non le saranno ufficialmente note (ed eventualmente accettate) le motivazioni per cui la compagnia di assicurazione si rifiuta di corrispondere l'indennizzo, farà bene a tener lontano dal telefono o da casa chiunque pretenda un rimborso delle rate non pagate del finanziamento, in qualsiasi modalità ed importo.

Per poter effettuare il pignoramento presso la residenza del debitore il creditore deve munirsi di decreto ingiuntivo che le sarà notificato per darle modo di opporsi nel termine di 40 giorni. Verrà, pertanto, messo al corrente dell'eventuale azione giudiziale promossa contro di lei e potrà adottare le necessarie contromisura come ad esempio la stipula, con i suoi genitori, di un contratto di comodato, da registrare all'Agenzia delle entrate, per locali, mobili e suppellettili da utilizzare nel corso della permanenza presso la casa paterna.

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