Ornella De Bellis

La sua ipotesi è in parte corretta: per quanto attiene il fermo amministrativo (fattispecie comunque diversa dal pignoramento) del veicolo per debiti di tipo esattoriale (quelli contratti con la Pubblica Amministrazione) per cui agisce Equitalia, la legge dispone che il debitore debba essere preavvisato, ed entro 30 giorni possa dimostrare, evitando il provvedimento, che il bene è funzionale all'attività professionale o d'impresa.

L'articolo 514 del Codice di procedura civile (cose mobili assolutamente impignorabili) prevedeva, al comma 4, l'assoluta impignorabilità degli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l'esercizio della professione, dell'arte o del mestiere del debitore. Purtroppo, però , il comma in questione è stato abrogato nel 2006 dalla legge 52.

Le norme vigenti prevedono, invece, che gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l'esercizio della professione, dell'arte o del mestiere del debitore possono essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall'ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito.

Tuttavia, il problema risiede nel fatto che è onere del debitore, dopo l'avvenuto pignoramento del veicolo, rivolgersi al giudice delle esecuzioni e dimostrare con il supporto necessario di un avvocato, che l'automobile è indispensabile all'esercizio della professione, chiedendone la liberazione.

E, l'esito dell'istanza non è assolutamente scontato.

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