Ludmilla Karadzic

Purtroppo, per acquisti effettuati da fornitori con sede sociale al di fuori della Comunità europea non è possibile invocare le norme del Codice del consumo.

Per quanto attiene lo spyware sarebbe necessario, in giudizio, magari tramite una CTU, dimostrare la presenza nativa di malware nei dispositivi acquistati. La controparte, infatti, potrebbe sempre eccepire che il malware si sia installato involontariamente, dopo l'acquisto.

In via generale, in Italia, la difettosità frequente e ripetuta di un dispositivo elettronico, a parte la questione dello spyware già chiarita, costituisce comunque un valido motivo per ottenere una ulteriore sostituzione oppure il rimborso di parte del prezzo pagato all'acquisto.

Tuttavia, resta da valutare se un'azione giudiziale, nella fattispecie, sia economicamente conveniente dal momento che, in caso di vittoria, si proporrebbe il problema del recupero del credito da un operatore cinese.

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