Genny Manfredi

Cercherò di risponderle nella maniera più precisa possibile, nel limite delle scarse informazioni che lei fornisce. E' chiaro dal contesto della domanda che il reddito ed il patrimonio del compagno sono tali da inficiare qualsiasi tentativo di accedere ai benefici previsti in base al reddito del nucleo familiare. Il fatto è che da gennaio 2015 la dichiarazione sostitutiva unica varia a seconda della tipologia di prestazione di cui si vorrebbe fruire; così come cambia, a seconda della prestazione in gioco, la modalità di individuazione del nucleo familiare e di calcolo del reddito e del patrimonio del nucleo familiare del dichiarante.

Ma passiamo al caso pratico: per farlo ipotizziamo che a fine maggio il suo compagno vada a risiedere anagraficamente presso la madre. E supponiamo anche che le prestazioni a cui si vorrebbe accedere riguardano i figli minorenni.

Ora, la DSU ISEE sottoscritta a giugno (con il compagno già residente altrove) deve riflettere la situazione anagrafica di giugno e quella anagrafico-patrimoniale di due anni prima (l'anno di imposta dell'ultima dichiarazione dei redditi presentata).

Formalmente, dunque, il suo compagno non farebbe più parte del nucleo familiare che include i suoi due figli.

Tuttavia, fra le (brutte) novità contenute nella riforma vigente da gennaio 2015 c'è anche quella che dispone che il genitore non convivente nel nucleo familiare del figlio minorenne, e non coniugato con l'altro genitore - ai soli fini dell'ottenimento di prestazioni riservate al figlio minorenne - si considera facente parte del nucleo familiare del figlio, a meno che non ricorrano altre condizioni (sia coniugato con persona diversa dalla madre del minore, abbia perso la patria potestà, abbia figli in altre unioni ecc...).

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