Giorgio Martini

L'affidamento di una carta revolving senza esplicita richiesta e senza la sottoscrizione di un contratto, viene di solito concesso dalla finanziaria a quei clienti cui è stato attribuito un ottimo credit scoring.

Ex debitori, cioè, che hanno saldato puntualmente ed integralmente la propria obbligazione.

Il rischio che corre la finanziaria è proprio quello che il debitore, che si sia servito della carta revolving, non rientri della somma affidata ed utilizzata.

In un tale contesto la finanziaria può pretendere solo il capitale, senza applicazione degli interessi contrattuali, visto che un contratto non esiste.

Con l'estratto conto cronologico delle operazioni effettuate sul circuito interbancario il creditore è in grado di dimostrare che la carta è stata impiegata per prelevare denaro contante o per compiere acquisti.

Nè il debitore può eccepire che la carta non gli è stata mai consegnata se ha comunque pagato la prima rata ed eventualmente le rate successive.

Disconoscere il possesso della carta, dopo averla utilizzata, è comunque sempre un rischio. In questo confidano le finanziarie che si affidano a questa tipologia di marketing.

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