Giuseppe Pennuto

In realtà non si tratta di una multa ma, piuttosto, del tentativo, su iniziativa di alcuni studi legali incaricati (anche italiani), del recupero stragiudiziale dei ticket non pagati alle società croate che gestiscono i parcheggi. Quindi, non ci troviamo nel campo della notifica ed escussione coattiva di una sanzione amministrativa in ambito europeo per violazione del Codice della strada, ma, piuttosto, in un contesto privatistico, di una banale attività di recupero crediti.

Lo studio legale riceve dal committente la lista degli inadempimenti (giorno ed ora), corredato dalla foto della targa, procede alla visura al PRA, ed invia la comunicazione con la pretesa.

Naturalmente, come per tutte le attività di recupero crediti affidate in gestione, le spese restano a carico dell'esattore se il recupero non va a buon fine. Il che giustifica i rilevanti costi di rimborso contenuti nella pretesa.

Realisticamente, lo studio legale incaricato del recupero crediti si aspetta una bassissima percentuale di adempimenti e quei pochi che abboccano sono chiamati a pagare per tutti.

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