Annapaola Ferri

La invito a ragionare: chiaro che una transazione a saldo stralcio che preveda il versamento di 2 mila euro a fronte di una pretesa di 7 mila euro può sembrare un affare.

Magari, se la società di recupero crediti le avesse richiesto in prima battuta 14 mila euro, lei sarebbe stata anche contenta di chiudere a 4 mila euro.

Il dato oggettivo è che si tratta di una proposta di sconto del 33% rispetto al capitale dovuto. Troppo poco per la verità.

Lei dovrebbe innanzitutto chiedere al ragioniere che gestisce la sua pratica (e meno male, di solito ai contact center delle società di recupero crediti sono tutti avvocati) l'estratto conto cronologico. Si tratta del documento che illustra come da un debito iniziale di 300 euro maturato nel 2011 si sia arrivati a 7 mila euro nel febbraio del 2015, quando gli interessi legali viaggiano a tassi pressoché nulli.

Bene, se riesce ad ottenere questo documento, lo può portare in procura così il titolare dell'azienda, presso cui il ragioniere lavora, finisce con il dover affrontare un processo per usura.

Tanto premesso, se io fossi nullatenente, non pagherei un cent. Ma, visto che mi sembra di capire che lei non ci dorme la notte, o quando dorme è assalita dall'incubo di dover essere costretta a versare, fra qualche anno, decine di migliaia di euro, il suggerimento è quello di chiudere la trattativa proponendo un versamento a saldo stralcio tra i 500 ed i mille euro, non un cent in più.

Soldi regalati senz'altro, ma se servono a dare tranquillità ad un soggetto giovane, inesperto ed apprensivo, sono ben spesi.

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