Carla Benvenuto

Il comma 688 dell'articolo unico della legge di stabilità 2015 impone che le quote inesigibili, iscritte a ruolo, devono essere assoggettate al controllo di cui agli articoli 19 e 20 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 (nella versione aggiornata proprio dai commi 682 e 683 della stessa legge di stabilità 2015). Le quote inesigibili, di valore inferiore o pari a 300 euro non devono, invece, essere assoggettate al controllo.

Cosa dicono agli articoli 19 e 20 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, rivisti anch'essi dalla legge di stabilità 2015 (ovvero con testo consolidato)?

In pratica questo: ai fini del discarico delle quote iscritte a ruolo, il concessionario trasmette, anche in via telematica, all'ente creditore, una comunicazione di inesigibilità. Tale comunicazione viene redatta e trasmessa entro il terzo anno successivo alla consegna del ruolo (data di esecutività del ruolo e non data di notifica della cartella esattoriale, ndr). La comunicazione è trasmessa anche se, alla scadenza di tale termine, le quote sono interessate da procedure esecutive o cautelari avviate o da contenzioso pendente.

L'ente creditore, qualora nell'esercizio della propria attività istituzionale individui, successivamente al discarico, l'esistenza di significativi elementi reddituali o patrimoniali riferibili agli stessi debitori, può , a condizione che non sia decorso il termine di prescrizione decennale, sulla base di valutazioni di economicità e delle esigenze operative, riaffidare in riscossione le somme, comunicando all'agente della riscossione i nuovi beni da sottoporre a esecuzione, ovvero le azioni cautelari o esecutive da intraprendere.

Ne consegue che: se c'è un credito inesigibile (non ancora riscosso e non escutibile per mancanza di beni del debitore da assoggettare ad azione esecutiva) iscritto a ruolo, il concessionario della riscossione, decorsi tre anni dalla data in cui gli è stata affidata (senza successo) la riscossione del credito, deve trasmettere all'ente creditore una comunicazione di inesigibilità. Per crediti superiori a 300 euro, se l'ente creditore individua beni del debitore su cui avviare ulteriore azione esecutiva, riaffida le somme in riscossione al Concessionario (indicando anche i beni da pignorare, ipotecare, sottoporre a fermo amministrativo).

Per crediti inferiori o pari a 300 euro, l'ente creditore è dispensato dagli ulteriori controlli, ed il credito inesigibile viene in sostanza condonato (visto che il concessionario della riscossione non riceverà più quel credito in affidamento).

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