Piero Ciottoli

In qualsiasi momento anteriore alla vendita o l'assegnazione il debitore può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari, oltre alle spese di esecuzione, all'importo dovuto al creditore pignorante, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese.

La conversione del pignoramento è un diritto del debitore, ed il creditore non ha la facoltà di condizionarne l'accettazione al pagamento di somme già riconosciutegli in altri procedimenti, seppur con sentenze passate in giudicato.

Quindi, volendo integrare l'offerta al creditore procedente con le spese di esecuzione già da questi anticipate, le resterà da fare i conti con il solo creditore intervenuto.

Infatti, il codice di procedura civile (articolo 493, terzo comma) dispone che ogni pignoramento ha effetto indipendente, anche se è unito ad altri in unico processo.

Inoltre, nel processo di esecuzione forzata, al quale partecipino più creditori concorrenti, le vicende relative al titolo esecutivo del creditore procedente (sospensione, sopravvenuta inefficacia, estinzione, conversione) non possono ostacolare la prosecuzione dell'esecuzione da parte del creditore intervenuto (Cassazione sentenza numero 11090/14).

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