Annapaola Ferri

Come lei dimostra benissimo di sapere, l'assegno presentato dopo la scadenza dei termini deve essere comunque pagato. Se sul conto corrente del traente (colui che ha emesso l'assegno) non c'è sufficiente liquidità ad assicurarne la copertura, la banca (o Poste Italiane) deve elevare il protesto e provvedere alla segnalazione in CAI (Centrale Allarme Interbancaria).

Ciò, naturalmente, a meno che, il traente non abbia dispensato la banca dal pagamento con effetto vincolante, disponendo un ordine formale di revoca dell'assegno se portato all'incasso dopo la scadenza dei termini di presentazione.

Ora, se il direttore della banca si accorda con il traente accettando dal traente e, mettendo agli atti, una revoca di pagamento con data anteriore a quella in cui l'assegno è stato presentato allo sportello, commette un reato. Non ci vuole la zingara per capirlo.

Il problema, è come sempre, poter dimostrare l'illecito.

In ogni caso, l'assegno non pagato perché presentato oltre i termini, le darebbe comunque modo di chiedere un decreto ingiuntivo, se riesce a dimostrare al giudice la sussistenza del rapporto sottostante per il quale l'assegno è stato emesso.

Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.