Ludmilla Karadzic

La sua situazione è quella classica di sovraindebitamento conclamato: pagare un creditore si e l'altro no, a giorni alterni, o a pioggia, non risolve nulla ed anzi la espone comunque ad effetti indesiderati quali il rilevante aggravio degli interessi di mora.

Insomma, continuando a pagare in ritardo, rischia di servire, vita natural durante, solo gli interessi moratori e di restare col capitale a debito inalterato (se le va bene) da lasciare in eredità ai figli.

L'aspetto positivo, se così vogliamo chiamarlo, è che l'esposizione debitoria e frazionata fra più creditori con importi ciascuno di modesta entità. Il che dovrebbe tenerla al riparo da eventuali temerarie azioni esecutive sulla casa di proprietà, già gravata dall'ipoteca della banca.

Insomma, il creditore che avviasse un'espropriazione immobiliare rischierebbe di cavare il classico ragno dal buco: ingenti spese anticipate con il rischio che il ricavato di una ipotetica vendita all'asta dell'immobile vada tutto alla banca. Non è la policy seguita, in analoghi contesti, da finanziarie quali quelle da lei indicate.

La via d'uscita? Smettere integralmente di pagare ed attendere il pignoramento del 20% di ciascuno dei due stipendi per tutti i prestiti in corso, escluso quello, naturalmente, il cui rimborso è servito dalla trattenuta sulla busta paga (cessione del quinto).

Anche in questo caso ci saranno aggravi di spese legali ed interessi moratori, ma, almeno, avrà risolto il problema alla radice: 440 euro al mese (più la cessione) in tutto e per tutti, come rimedio agli errori di valutazione del passato. E, le resterà senz'altro di che mangiare.

Si tratta della soluzione che noi indichiamo come consolidamento giudiziale del debito: rate più piccole, tempi di ammortamento più lunghi determinati sia dal minore rimborso mensile che dagli interessi e dalle spese legali che vanno ad aggiungersi al debito. Ma che fare, se per le finanziarie il consolidamento classico del debito non è che uno spot pubblicitario da propinare agli ingenui, al povero debitore, che pur intende adempiere ai suoi obblighi, non resta che aspettare che ci pensi il giudice.

Poi, non è detto che tutti i creditori avviino azioni esecutive di pignoramento dello stipendio: molti cederanno il credito e lei potrà successivamente decidere se, magari, approfittare di un accordo a saldo stralcio particolarmente vantaggioso.

Infine, c'è onestamente da ricordare che la soluzione prospettata avrà un altro risvolto negativo: lei e suo marito sarete perennemente esclusi dal circuito del credito, in quanto classificati entrambi come cattivi pagatori. Nessuno vi concederà più un prestito: ma, se mi consente la battuta, questo, per voi, non potrà essere che un bene. Con la sola forza di volontà, credo, non ce la fareste mai a smettere ...

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