Ludmilla Karadzic

La prima cosa da dire è che, oggi, è oggettivamente difficile rivendicare i diritti dei lavoratori: va ringraziata, per questo, innanzitutto, la troppo lacrimevole signora Fornero, quella che predicava ai figli degli altri di non essere troppo choosy. La propria, immaginiamo, era fin troppo competente e meritevole e non aveva certamente alcun bisogno di fare la schizzinosa a fronte delle tantissime offerte di lavoro che le pervenivano.

Domani, e siamo al secondo punto, sarà praticamente impossibile rivendicare un diritto e quello di precedenza sembrerà solo una quisquiglia. Dopo l'approvazione dello job act proposto dall'ebetino di turno e dal suo entourage di fighette, si verrà licenziati senza neanche avere il diritto di sapere perchè.

La terza cosa da rilevare, e qui entriamo nello specifico problema, è che la nostra interlocutrice insiste nel riferire che altre persone sono state assunte a tempo pieno, dimenticando che l'altra condizione necessaria per poter ottenere la trasformazione da part time a tempo pieno è che i nuovi assunti ricoprano le stesse mansioni affidate al richiedente.

La quarta è la perplessità che suscita la circostanza che sia l'associazione, sia il legale a cui la lavoratrice si è rivolta, l'abbiano supportata nel presentare la richiesta senza essere al corrente di una priorità nella trasformazione richiesta. Davvero singolare la vicenda e sarebbe risultato ancora ancora più strano se il datore di lavoro avesse accolto l'istanza.

Il quinto aspetto riguarda il fatto che la nostra lettrice sembra non leggere le nostre risposte, che pure ci costano tempo e fatica. Nella precedente avevamo scritto:

L'art. 21 CCNL Uneba (in vigore dall'8 maggio 2013) prevede la priorità del rientro a tempo pieno a favore di coloro che avevano in precedenza concordato il passaggio a part time alle seguenti condizioni:

  1. che ne abbiano fatto richiesta;
  2. che si tratti delle stesse mansioni.

A prescindere dal contratto, tale priorità era comunque prevista dall'art. 44 lettera e) della legge 24 dicembre 2007 n.247 (diritto di precedenza).

Conseguenza immediata di quanto fin qui esposto è che qualsiasi ulteriore domanda, sul medesimo argomento, posta dalla medesima lettrice, verrà inesorabilmente cestinata.

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