Annapaola Ferri

Diciamo che essendo un lavoratore dipendente ed avendo un debito consistente, la sua è pura curiosità: non avrà, infatti, alcuna possibilità di operare una scelta, essendo già inserito nei cattivi pagatori. Il creditore avvierà la procedura di pignoramento del quinto dello stipendio per ottenere il rimborso del debito.

Il creditore, prima, dovrà chiedere un decreto ingiuntivo per un importo pari alla soma del debito residuo, degli interessi di mora maturati al momento in cui presenta il ricorso, delle spese legali che saranno accordate dal giudice. Questo sarà il capitale che dovrà essere rimborsato con il pignoramento.

Il tasso di interesse applicato sarà quello legale fissato al momento del pignoramento, con capitalizzazione annua (nel 2014, all'1%).

La rata è costante e pari al 20% della retribuzione mensile netta.

A questo punto l'unica variabile è rappresentata dal numero di mesi in cui verrà rimborsato l'importo ingiunto dal creditore.

Per togliersi lo sfizio di sapere per quanti mesi bisognerà pagare (nel caso di messa in quiescenza la trattenuta continuerà ad essere effettuata dall'INPS) è sufficiente utilizzare questa risorsa di calcolo.

Nel campo 1 andrà inserito l'importo ingiunto.
Nel campo 2 l'interesse legale annuo (1% per il 2014).
Nel campo 4 il numero delle rate annue, cioè 12.
Nel campo 3 (durata del prestito in anni) un numero a piacere da variare in aumento o diminuzione fin quando l'importo di ciascuna rata (risultato) approssima il valore del quinto dello stipendio.

Un modo di procedere un po' "casareccio", ma può servire a farsi un'idea.

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