Genny Manfredi

Il certificato di abitabilità assolve ad una duplice funzione: da un lato, attesta l'idoneità dell'immobile ad essere adibito ad uso abitativo, una volta che abbia avuto esito positivo la valutazione della sua conformità agli standard minimi di stabilità , sicurezza ed igiene degli edifici; dall'altra, garantisce l'idoneità dell'immobile ad assolvere una determinata funzione economico sociale e, quindi, soddisfare in concreto i bisogni che hanno indotto il conduttore a concludere il contratto di locazione.

L'assenza di certificazione di abitabilità dell'immobile locato o la sua revoca in conseguenza ad eventi sopravvenuti alla stipula del contratto di locazione, costituisce senz'altro valido motivo per la sua risoluzione (recesso anticipato) e per procedere, eventualmente, ad un'azione di risarcimento danni nei confronti del locatore.

Per il momento, le suggerirei di notificare (con raccomandata A/R) al proprietario dell'immobile gli eventi che si sono verificati e l'intenzione del vicino in merito all'esposto sulla carenza di condizioni igienico sanitarie che è venuta a determinarsi in conseguenza alla scarsa funzionalità del pozzo assorbente a dispersione. Nonché della vostra eventuale volontà di esercitare il diritto di recesso, con ristoro dei danni, se la situazione non verrà ripristinata a quella preesistente la stipula del contratto di locazione.

Non siamo a conoscenza di articoli del codice civile che possano imporre al locatore l'obbligo di surrogare la cosa locata con altra equivalente, una volta che il conduttore abbia esercitato il diritto di recesso. E, comunque, vale anche la pena, forse, ricordare che, per le condizioni in cui versa la giustizia civile nel nostro paese, le cause per il risarcimento dei danni possono durare anche decenni.

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