Carla Benvenuto

Naturalmente, lei non può decidere di smettere di pagare la cessione del quinto ed il prestito delega: si tratta, infatti, di impegni assunti con il coinvolgimento del datore di lavoro, il quale è tenuto ad effettuare il prelievo direttamente in busta paga.

Quello che lei può fare, allora, è optare per un consolidamento giudiziale per il debito residuo imputabile alle carte revolving e ai due prestiti di cui ha beneficiato, le cui rate non vengono prelevate direttamente dallo stipendio.

Consideri allora lo stipendio netto e ne calcoli il 20%. L'importo risultante è la rata che verrebbe prelevata mensilmente dalla sua retribuzione per servire il debito residuo in seguito ad azione esecutiva promossa da uno, due o tutti i creditori messi insieme.

Il consolidamento giudiziale del debito è, evidentemente, un consolidamento che ha dei costi elevati in termini di spese legali da rifondere al creditore che le anticipa.

Ma, visto che Agos le ha negato quello stragiudiziale, il vantaggio è che l'aggravio di un consolidamento giudiziale del debito si traduce per il debitore, ormai stremato e sovraindebitato, in un allungamento dei tempi di rimborso, mentre la rata mensile resta costante e pari, come dicevamo, al quinto della sua retribuzione al netto delle ritenute di legge (e al lordo della cessione e del prestito delega).

In pratica, se oggi davvero non le resta niente dopo avre pagato cessione del quinto, prestito delega e le rate per gli ulteriori finanziamenti e le carte revolving, con il consolidamento giudiziale del debito residuo (lo chiamiamo così perchè ci piace, anche se altro non è che un misero pignoramento dello stipendio) le rimarrebbero disponibili i due quinti della retribuzione netta. Tocca a lei, naturalmente, valutare l'eventuale convenienza di questa opzione.

Peraltro, non è vero ma ci credo, potrà giovarsi del tifo che faranno per lei i creditori tutti, interessati ad una sua lunga vita lavorativa (e anche in quiescenza, se necessario) e ad una carriera costellata di successi (se non altro per il fatto che lievitando lo stipendio del debitore, cresce anche l'importo mensile che i creditori potrebbero percepire).

Raramente capita, ma va comunque messo in conto che, nel momento in cui il debitore viene meno ai suoi obblighi, il creditore potrebbe anche avviare un'azione esecutiva incentrata sul pignoramento presso la residenza del debitore. Si tratta di una modalità di riscossione coattiva poco efficace, poco conveniente per il creditore (salvo poche ben immaginabili eccezioni) ma teoricamente da inserire nel novero di quelle possibili.

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