Simonetta Folliero

L'assegno, se datato, non è più presentabile allo sportello, essendo scaduti i termini.

Nel caso di discordanza fra la cifra scritta in lettere e quella indicata in cifre, vale comunque la cifra scritta in lettere.

Quindi, se l'assegno non è datato, il beneficiario può senz'altro incassare i suoi venti euro e 30 centesimi (euro 18 e 230 centesimi di euro). Se invece la data c'è (e quindi l'assegno è scaduto), il creditore può servirsi del titolo per avviare un'azione causale finalizzata ad accertare la sussistenza del debito, sempre pari a venti euro e 30 centesimi.

Se ne deduce che il suo creditore sia affettivamente legato all'originale dell'assegno e voglia conservarlo per ricordare a se stesso di controllare sempre la cifra scritta in lettere prima di accettarne uno dal suo debitore.

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