Consumismo responsabile - ma come si riconosce un'acqua dura da un'acqua dolce?

La durezza dell'acqua può essere misurata per mezzo di “strisce-test” (si trovano in vendita nei negozi di ferramenta e in quelli di acquari) che, immerse, permettono una facile lettura.

Per correggere un'acqua troppo dura è bene installare, alle tubature di adduzione, un “addolcitore” che trattenga il calcare. In alternativa, buoni risultati si possono ottenere utilizzando, insieme al detersivo, anche un prodotto anticalcare.

La lavatrice, da sola, è responsabile di una quota cospicua dei consumi elettrici delle nostre abitazioni; questo consumo è dovuto soprattutto al riscaldamento dell'acqua per il lavaggio, mentre solo una piccola percentuale serve ad azionare il motore.

Alcune lavatrici possono essere alimentate direttamente con l'acqua calda: questa soluzione è particolarmente conveniente se è possibile collegare la lavatrice direttamente ad una fonte di acqua calda non troppo lontana (per esempio uno scaldacqua a gas); in questo modo si risparmia energia elettrica e i tempi di lavaggio diminuiscono perché non bisogna aspettare che l'acqua si scaldi nella lavatrice.

Inutile parlare dei programmi a 90 gradi, ormai praticamente inutili, visto che lavare a 40 o 60 gradi si ottengono ottimi risultati e difficilmente inferiori ai programmi ad alte temperature.

Il risparmio? Garantito.

27 agosto 2013 · Giovanni Napoletano

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Stai leggendo Consumismo responsabile - ma come si riconosce un'acqua dura da un'acqua dolce? Autore Giovanni Napoletano Articolo pubblicato il giorno 27 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria tutela consumatori - codice del consumo Inserito nella sezione tutela consumatori del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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