Riscossione esattoriale - pignoramento stipendi e pensioni

Le somme dovute a titolo di pensione, di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall'agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro.

Resta ferma la misura di un quinto, se le somme dovute a titolo di pensione, di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, superano i cinquemila euro.

Per quanto riguarda in particolare le pensioni, l'importo al netto della quota pignorata non può essere inferiore al minimo vitale.

Nel caso di accredito delle somme sul conto corrente intestato al debitore, gli obblighi del terzo pignorato non si estendono all'ultimo emolumento accreditato allo stesso titolo.

L'atto di pignoramento dei crediti del debitore verso terzi può contenere l'ordine al terzo di pagare il credito direttamente ad Equitalia, fino a concorrenza del credito per cui si procede e nel termine di sessanta giorni dalla notifica dell'atto di pignoramento.

L'atto di pignoramento può essere redatto anche da dipendenti di Equitalia non abilitati all'esercizio delle funzioni di ufficiale della riscossione e, in tal caso, reca l'indicazione a stampa dello stesso agente della riscossione.

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Commenti e domande dei lettori

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  • paoletto 12 dicembre 2013 at 17:51

    salve a tutti,volevo sapere se l'impignorabilità della prima casa sancita dal decreto del fare riguarda solo la riscossione mediante il ruolo e gli enti della riscossione( equitalia) o anche la riscossione tramite l'ingiunzione fiscale messa in atto per esempio dai comuni dopo la fine della "collaborazione" con equitalia. Grazie.

    • Simone di Saintjust 12 dicembre 2013 at 19:13

      Tutte le procedure di pignoramento ed espropriazione di tipo esattoriale, indipendentemente da chi sia il concessionario della riscossione, sono regolate dalle norme sancite dal decreto del fare. In pratica, se il creditore è una Pubblica Amministrazione, valgono le regole di pignorabilità ed espropriazione introdotte dal decreto del fare.