Procedure immobiliari e le modifiche alla riscossione esattoriale

Il divieto di espropriazione dell'abitazione principale, per crediti di natura esattoriale, opera in presenza di quattro condizioni.

Innanzitutto, deve trattarsi dell'unico immobile posseduto dal debitore.

Inoltre, il fabbricato deve avere destinazione catastale abitativa. Ne consegue che se il debitore abita in un immobile a uso ufficio la copertura non opera.

L'immobile non deve però essere una casa di lusso, a prescindere dalla categoria catastale ufficiale, né appartenere alle categorie A8 (ville) o A9 ( castelli) ed il debitore deve avervi residenza anagrafica.

L'abitazione principale è tuttavia ipotecabile in presenza di un debito a ruolo superiore a 20mila euro.

La disciplina dell'ipoteca infatti non è stata modificata.

Sempre restando in tema di pignoramenti immobiliari, è stato elevato da 20mila a 120mila euro il limite minimo di importo scaduto in presenza del quale l'espropriazione è ammessa.

È inoltre necessario che l'espropriazione sia preceduta dal decorso di sei mesi dall'iscrizione dell'ipoteca.

Non è ancora chiaro se le nuove condizioni, molto più favorevoli per il debitore, si applichino anche ai pignoramenti già eseguiti e per i quali la vendita all'incanto del bene non sia ancora avvenuta.

n attesa di dirimere la questione, Equitalia ha sospeso tutte le procedure in corso alla data di entrata in vigore del Dl 69/13.

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Commenti e domande dei lettori

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  • paoletto 12 dicembre 2013 at 17:51

    salve a tutti,volevo sapere se l'impignorabilità della prima casa sancita dal decreto del fare riguarda solo la riscossione mediante il ruolo e gli enti della riscossione( equitalia) o anche la riscossione tramite l'ingiunzione fiscale messa in atto per esempio dai comuni dopo la fine della "collaborazione" con equitalia. Grazie.

    • Simone di Saintjust 12 dicembre 2013 at 19:13

      Tutte le procedure di pignoramento ed espropriazione di tipo esattoriale, indipendentemente da chi sia il concessionario della riscossione, sono regolate dalle norme sancite dal decreto del fare. In pratica, se il creditore è una Pubblica Amministrazione, valgono le regole di pignorabilità ed espropriazione introdotte dal decreto del fare.