Equitalia e riscossione coattiva - il quadro generale dopo le modifiche di legge più recenti [Commento 2]

  • Annapaola Ferri 10 giugno 2012 at 16:31

    Con il decreto del 24.02.2012 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 52 del 02.03.2012 il Governo Monti ha apportato un'importantissima novità in tema di espropriazione immobiliare: attualmente, infatti, l'agente della riscossione (EQUITALIA) “può procedere all'espropriazione immobiliare se l'importo complessivo del credito supera complessivamente ventimila euro”.

    Scritta in questo modo la questione non sembra porre alcun problema. Ma così non è.

    Difatti, ad oggi, EQUITALIA sembra ignorare la disposizione di cui sopra continuando ad applicare quanto disposto dal penultimo intervento legislativo in materia: ossia l'art. 7 lett. gg-decies) della legge 106/2011.

    Tale disposizione aveva stabilito un semplice criterio di differenziazione.; il concessionario poteva procedere ad espropriazione immobiliare se l'importo complessivo del credito per cui si procede supera complessivamente:
    “ ventimila euro, qualora la pretesa iscritta a ruolo sia contestata in giudizio ovvero sia ancora contestabile in tale sede e il debitore sia proprietario dell'unità immobiliare dallo stesso adibita a propria abitazione principale, ai sensi dell'articolo 10, comma 3-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917”
    “ottomila euro, negli altri casi”.

    La norma appena emarginata deve considerarsi, data l'entrata in vigore del decreto del 24.02.2012, implicitamente abrogata.

    A mio avviso tale atteggiamento da parte di EQUITALIA è a dir poco irrispettoso nei confronti del contribuente. Difatti, sembra quasi si voglia approfittare della comprensibile ignoranza in materia del cittadino comune, certamente non abituato ad informarsi quotidianamente sui provvedimenti normativi che entrano in vigore.

    Inutile precisare come le espropriazione fondate sui crismi della legge 106, anziché sul decreto del 24 febbraio 2012, appaiono assolutamente impugnabili in sede giudiziaria.

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