Mancato pagamento della cartella esattoriale - Pignoramento presso terzi (pignoramento di stipendi e pensioni)

Equitalia può richiedere al terzo di pagare le somme di cui il contribuente è debitore entro i limiti dell'importo dovuto.

Il decreto legge numero 16/2012 ha modificato il limite di pignorabilità delle somme dovute a titolo di stipendio, salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento.

Queste somme possono essere pignorate da Equitalia con un prelievo mensile massimo fissato nella misura di:

  •  1/10 nel caso in cui l'importo mensile percepito dal debitore sia minore di 2.500 euro
  •  1/7 nel caso in cui l'importo mensile percepito dal debitore sia compreso fra 2.500 e 5.000 euro
  •  1/5 nel caso in cui l'importo mensile percepito dal debitore vada oltre i 5.000 euro.

Infatti, il comma 1 dell'articolo 72-ter della legge 44/2012, così dispone Le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall'agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro.

Da notare che il termine importo si riferisce alle somme dovute dal terzo debitore (INPS per le pensioni o datore di lavoro per gli stipendi). Nessun riferimento all'importo iscritto a ruolo per il debitore escusso.

Questa interpretazione, del resto, è esplicitamente confermata nel comma 2 dello stesso articolo, che recita Resta ferma la misura di cui all'articolo 545, quarto comma, del codice di procedura civile (limite di pignorabilità del 20% dello stipendio/pensione, numero d.r.) se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, superano i cinquemila euro.

E' altresì opportuno precisare che le nuove soglie stipendiali per il pignoramento esattoriale sono state regolate dalla legge numero 44 del 26 aprile 2012, che ha introdotto l'articolo 72 ter del DPR numero 602/1973. Trattandosi di una norma civilista, non vi è possibilità di efficacia retroattiva (non avendone il legislatore espressamente dichiarata la retroattività). Né, tanto meno, la legge numero 44 del 26 aprile 2012 può considerarsi interpretativa (nel qual caso avrebbe avuto valenza anche per il passato).

Nel caso di accredito delle somme sul conto corrente intestato al debitore, gli obblighi del terzo pignorato non si estendono all'ultimo emolumento accreditato allo stesso titolo.

Di seguito il quadro sinottico della riscossione coattiva esattoriale dopo le modifiche di legge più recenti

riscossione coattiva

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  • ricciovolante 27 marzo 2013 at 17:07

    salve, spero di essere nella sezione corretta.
    il mio caso:
    socio accomandatario e amministratore di sas fino al 2000, società tuttora in liquidazione a causa di alcuni clienti che non hanno pagato e sono successivamente (fraudolentemente) falliti (insinuato in alcuni fallimenti ancora in corso).
    Il debito IVA e per omesse dichiarazioni che la società ha contratto a causa di indisponibilità , si è protratto fino ad ora dal momento che ero e sono nullatenente: si tratta di svariate decine di migliaia di euro, notificatimi da equitalia in varie riprese. Nessun debito verso fornitori o altro, solo verso l'erario.

    vorrei uscire dalla situazione in modo meno oneroso possibile. esiste qualche forma di concordato (anche fallimentare) che permetta la falcidia del debito (anche IVA)? sono disposto a portare i libri in tribunale ma come sas, il debito ricadrebbe comunque sulla mia persona. Potrei andare avanti indefinitamente come nullatenente ma la cosa inizia a pesare e con due genitori anziani e benestanti, non vorrei dover dare l'eventuale eredità al fisco solo per non aver vagliato tutte le possibilità (se ce ne fossero) meno onerose...Spero in una vostra considerazione se non altro per chiarirmi un pò le idee. ..grazie.

    • Simone di Saintjust 28 marzo 2013 at 06:24

      Lei è consapevole del problema e credo conosca anche l'unica soluzione percorribile. Continuare ad essere nullatenente anche dopo (di qui a cent'anni) la scomparsa dei suoi genitori. E, dunque, dovrà fare in modo che l'eredità non ci sia.

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